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Gelati artigianali imperdibili. Sud Italia.

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Gelati artigianali imperdibili. Sud Italia.
Passato Ferragosto già pensate che “l’estate sta finendo e un anno se ne va”? Niente di più sbagliato…L’estate inizia ora! Quando le spiagge cominciano a spogliarsi del sovraffollamento, gli ombrelloni costano meno e lo spazio vitale aumenta gradualmente in centimetri quadrati per persona. Ed è qui che ci giochiamo l’asso nella manica dei gelati artigianali: il Sud Italia, isole comprese. Questo è il paradiso delle spiagge, dei sapori, dei prodotti che sono l’eccellenza degustativa per chi ama creme, frutta e sorbetti. Regioni benedette da produzioni che fanno invidia al mondo, da luoghi magici che ti entrano dentro e si affastellano in un autentico mal d’Africa. Questa è la nostra ultima tappa nel giro d’Italia dei gusti e dei gelati artigianali.

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Veduta di Amalfi

Sette prove d’autore che non esauriscono un panorama che è tra i più vasti e variegati della penisola. Prima tappa, Amalfi. Siamo sulla costiera che da questo borgo prende il nome: limoni di Sorrento, un mare incastonato tra anse vertiginose e una strada panoramica da togliere il fiato. Qui un nome su tutti è Pasticceria Pansa. Annoverato nel club dei Locali Storici d’Italia per la sua capacità di trasmigrare atmosfere, arredi e frequentazioni d’altri tempi in maniera immutata dal 1839 (da qui sono passati Quasimodo, Wagner, Ibsen e Longfellow), questa pasticceria ha ampliato la sua offerta puntando su gelati artigianali di qualità.

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Pasticceria Pansa, uno dei Locali Storici d’Italia, pasticceria e gelateria di eccellenza ad Amalfi. Credit: sito Pasticceria Pansa

Il Macae e il cuor di Guanaya sono tra i cru di cioccolato lavorati in pasticceria da anni, ai quali si sono aggiunti gusti identificativi di questo luogo storico: il sorbetto di limone dell’azienda agricola di proprietà, la nocciola di Giffoni o la crema di nonna Adriana. Ma a noi intriga da matti la ricotta stregata ancora lavorata a mano!

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Ricotta stregata, uno dei gelati artigianali della Pasticceria Pansa. Credit: foto da web

Lasciando con rimpianto la rigogliosa terra campana, ci avviciniamo alla città della cultura e Patrimonio dell’Umanità Unesco: Matera. I Vizi degli Angeli sono uno tra i tanti luoghi gelatieri che popolano i Sassi storici d’Italia, una delle realtà che è più cresciuta in qualità e attenzione alle materie prime, tutte selezionate giornalmente e lavorate con cura ossessiva. La loro specialità creativa? Le granite, in tutte le fattezze e fantasie, anche in occasione dei Giochi Olimpici. Ma il gelato con cui li proponiamo è il Profumo di Primavera, a base di timo e lavanda. Per respirare atmosfere di Provenza.

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I Vizi degli Angeli, gelateria artigianale di Matera. Credit: sito web I Vizi degli Angeli

“Rotolando verso sud” (e ormai le fattezze di palletta che rotola ci stanno tutte!), ci fermiamo a Lecce. La piccola Firenze del Sud, incastonata nel suo barocco di pietra leccese, ha rapito il mio cuore e imprigionato i miei ricordi negli occhi delle persone ospitali che ho incontrato. Poche altre terre hanno saputo ammaliarmi così tanto. E nel centro storico di Lecce, adiacente a Piazza Sant’Oronzo, troviamo Pasticceria Natale. Nata nel 1978 a San Cesario di Lecce, approda nella bella città salentina con una vera e propria boutique del gelato: sessanta gusti, proposte e reinterpretazioni della pasticceria tipica salentina, ricerca accurata delle materie prime, lavorazione manuale e ausilio di tecnologie d’avanguardia; questi gli ingredienti vincenti per questa pasticceria che proponiamo con il gusto al pasticciotto leccese. E poi veniteci a dire che non siamo attenti alla tradizione!

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Il Pasticciotto, dolce tipico salentino, base dell’omonimo gelato realizzato dalla Pasticceria Natale di Lecce. Credit: foto da web

Altro giro, altra terra. La Sicilia ci attende con due tappe da non mancare. Siamo a Randazzo, in provincia di Catania. Qui il pennacchio dell’Etna è una sorta di bussola puntata a nord, la stella polare dei naviganti; le sue zolle sulfuree e la sua terra nera danno nutrimento a quanto di più interessante la natura può mettere a disposizione dei maestri gelatieri. Mandorla di Avola, Pistacchio di Bronte, Cioccolato di Modica, gli agrumi di Sicilia. La Pasticceria Santo Musumeci nasce da questi colori, dalla semplicità di questa terra e dalla sua ricchezza.

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Santo Musumeci artigiano del gelato e patron dell’omonima Pasticceria a Randazzo, (CT). Foto: sito di Pasticceria Santo Musumeci

Nessun maestro fra queste antiche mura, solo un artigiano guidato dall’antico principio del “prova e riprova”; solo passione, dedizione e ricerca dell’eccellenza. Tanti i premi nazionali e internazionali che si sono aggiudicati i suoi gelati artigianali e a noi il suo Oro verde di Sicilia solletica papille e immaginazione oltre ogni confine!

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Oro Verde di Sicilia, gelato artigianale della Pasticceria Santo Musumeci. Foto da web

Scendiamo ancora un po’ e arriviamo in provincia di Ragusa. Scicli è una località turistica vivace e verace, come solo in Sicilia rischi ancora di trovare. Tra le abitazioni in pietra calcarea di un borgo che sembra frutto del più riuscito progetto di architettura naturale, capita di inciampare a Nivera il Gelato di Natura. Non so se il Commissario Montalbano (qui è stata locata l’immaginaria Vigata dalla penna irraggiungibile di Camilleri), nei suoi excursus gastronomici, si sia mai soffermato a mangiare gelato in questa splendida gelateria, ma io una sosta la consiglio vivamente.

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Veduta di Scicli (RG), ai più conosciuto come l’immaginaria Vigata del Commissario Montalbano di Camilleri. Foto dal web

Solo ingredienti che seguono il ritmo delle stagioni per questa gelateria che prende il nome dalle niviere, antichi edifici in pietra in cui venivano conservati la neve e il ghiaccio durante l’inverno. Ostracizzati addensanti chimici, conservanti e coloranti, l’unico addensante consentito è la farina di carrube, direttamente dal territorio ragusano, esattamente come la mandorla del Val di Noto, il pistacchio del Feudo San Biagio Platani, il melone di Pachino, il fico dottato bianco o la ricotta iblea. Per noi? Il gusto mandorla come se piovesse.

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Mandorla del Val di Noto per il gelato artigianale di Nivera Il Gelato di Natura a Scicli. Credit: sito web Nivera

Attraversiamo il mare verso ovest e approdiamo in terra sarda. Altre atmosfere, altra storia, altro gelato. Prima tappa Cagliari, al Gelato Aresu. Anche in questo caso la dicitura artigianale non nasconde miscugli da rito sabbatico. Ingredienti del luogo o comunque scelti con accuratezza, senza aggiunta di coloranti e conservanti. Ambiente piccolo, sicuramente meno modaiolo di Via Montenapoleone, ma assolutamente da provare! Tra un Pinocchio a base di yogurth, miele e pinoli, o un gelato alla ricotta salata, quello su cui ci soffermeremmo tanto a lungo è Fata Turchina: yogurth e more selvatiche. Ça va sans dire.

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Yogurth e more selvatiche per il Fata Turchina, nella gelateria Gelato Aresu a Cagliari. Credit photo: Corriere.it

E poi il lungo giro d’Italia in venti gusti termina. Un po’ più a nord ancora in terra di Sardegna. Siamo a Marrubiu, in provincia di Oristano. Tra un’escursione nell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis e l’Isola di Mal di Ventre, una pausa al Gelateria Centrale di Fabrizio Fenu ci sta proprio tutta. Incoronato come miglior Maestro Gelatiere d’Italia nel 2014, Fabrizio si è confermato come una delle migliori realtà sul panorama italiano, dopo aver preso in mano nel 2008 la gelateria del padre. Massima attenzione nella scelta delle materie prime e un’accurata selezione dei sapori del territorio, per leggere una Sardegna che non smette di stupire. Il gusto con cui vogliamo celebrarlo? Gelato al Pecorino Fiore sardo DOP con pere caramellate al miele di Sulla.

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Gelato al Pecorino Fiore dop e pere caramellate al miele di Sulla per la Gelateria Centrale di Fabrizio Fenu a Marriubiu (Oristano). Credit: Sito Gelateria Centrale

E adesso scusate, ma devo andare di corsa a prenotare un programma intensivo di remise en forme in palestra!
di Tamara Gori

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Gelati artigianali imperdibili. Sud Italia. ultima modifica: 2016-08-16T13:03:30+00:00 da tamara
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Sono nata nel 1973, annata sospesa tra il piombo del terrorismo e il luccichio delle mirror balls. Forse è per questo che sono così duale: amo le città, ne sono attratta, ma non chiedetemi di viverci, ne soffocherei; ho seguito studi economici per dovere sociale (di altri), ma l'istinto e la vita mi hanno sempre accompagnata verso l'arte, la natura, la letteratura e la giustizia sociale. Organizzo matrimoni, ma non sono sposata. Sono timida e riservata, ma esplodo di gioia di fronte a un sorriso e di divertimento quando ascolto la buona musica. Amo il cibo; ne ho saggiato di ogni genere e ovunque ho potuto, ammaliata dai colori, dai sapori, dagli odori che lo caratterizzano e lo legano ad un territorio e ad un popolo. Nonostante tutto però, combatto eternamente con intolleranze alimentari birichine ed estenuanti. Mi piace leggere e viaggiare e molto mi piace scrivere. E scrivere di cibo mi permette di fare tutto questo insieme; mi permette ogni volta di innamorarmi della Storia, della Cultura, dell'Umanità. Non riesco a prescindere da tutto questo, soprattutto dal piccolo, dall'etico, dal buono. E attraverso quello che scrivo, provo a rispondere a quello che oggi è il mio personalissimo senso di dovere sociale. Tamara Gori
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